Museo Etrusco di Marzabotto e Museo Marconi

Il Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto sorge in provincia di Bologna.

Sono i resti strutturali di questa antica città a fare del sito un caso unico nel panorama dei centri abitati etruschi. A differenza di altre città etrusche l’abbandono del sito garantì la conservazione cosa che ci consente ancora oggi di percorrere le antiche strade lungo le quali si snodano case di abitazione, aree artigianali ed edifici sacri.

La città etrusca con il suo impianto urbano rigorosamente ortogonale è stata considerata come una fondazione quasi di tipo coloniale, frutto di una riorganizzazione insediativa della valle del Reno verso la fine del IV secolo a.C.

Su questa altura nel corso del V secolo a.C. si sviluppò un processo di monumentalizzazione: vennero costruiti edifici, templi e altari che testimoniano lo sviluppo del centro e della sua cultura architettonica.
Di particolare interesse appaiono sia i resti delle abitazioni private, che attestano una fase importante nel processo di formazione della casa urbana centro-italica, sia le ricche necropoli.

Nell’area urbana si trovano i resti del Tempio dedicato a Tinia, somma divinità Etrusca corrispondente allo Zeus degli Antichi Greci.

Il Museo Marconi ha sede presso Villa Griffone, residenza di Guglielmo Marconi e luogo dove realizzò i suoi primi esperimenti.

Nelle sale del Museo sono illustrati alcuni fondamentali sviluppi delle radiocomunicazioni nel XX secolo, in particolare il passaggio dalla radiotelegrafia alla radiofonia e alla radiodiffusione. In mostra sono inoltre presenti interessanti documenti relativi alla formazione di Guglielmo Marconi (esposti nella celebre “stanza dei bachi”).

A lui si deve lo sviluppo di un efficace sistema di telecomunicazione a distanza via onde radio, ovvero la telegrafia senza fili o radiotelegrafo, la cui evoluzione portò allo sviluppo della radio e della televisione e in generale di tutti i moderni sistemi e metodi di radiocomunicazione che utilizzano le comunicazioni senza fili.

Queste scoperte gli valsero il premio Nobel per la fisica nel 1909.

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