Tortellini di Valeggio

Il capolavoro della tradizione culinaria locale sono i Tortellini di Valeggio, in dialetto “agnolin”.

Fatti a mano uno ad uno, con una sottile sfoglia di pasta ed un delicato ripieno di carne, sono il piatto che non può assolutamente mancare sulla tavola delle feste o ricorrenze dei valeggiani.

Si possono gustare asciutti al burro e salvia oppure in brodo.

La ricetta e le origini di questo piatto si allacciano con i racconti e le favole tramandate da una generazione all’altra nell’intimità delle case.

In particolare la storia si lega ad una leggenda ambientata alla fine del ‘300 in cui si riconduce l’origine di questa autentica gemma della cucina locale: la leggenda narra la storia di due amanti, la ninfa Silvia e il capitano Malco che lasciarono sulle rive del fiume Mincio un drappo di seta gialla annodato come pegno del loro contrastato amore.

Ed è proprio a questa storia che si ispira la denominazione più celebre e fortunata del Tortellino di Valeggio, che grazie all’intuizione e perseveranza dell’ Associazione Ristoratori locali oggi conosciuto e conquistato i palati più raffinati in tutta Europa e in parte del mondo come “Il Nodo d’Amore”.

La ricetta classica per 4 persone
  • sfoglia di pasta: 1/2 kg di farina 00
  • 5 uova intere + 1 tuorlo
  • sale qb
  • ripieno di carne: 150 g stracotto di manzo, 50 g di maiale, 50 g di polpa di vitello, 25 g di durelli di pollo
  • 1 uovo
  • salvia, noce moscata, burro
Procedimento

Cuocete a fuoco lento nel burro il manzo, il maiale e il vitello ed i fegatini separatamente con battuto di cipolla, carote e sedano e un mazzetto di erbe aromatiche, irrorandole di vino bianco. Macinare il tutto, lasciar raffreddare e aggiungere un uovo sbattuto per mantecare con un pizzico di noce moscata.

Stendete la sfoglia di pasta sottilissima, ottenuta impastando uova e farina e tagliatela a quadretti.  Al centro di ognuno di questi sistemate un cucchiaino di ripieno di carne, richiudeteli dando loro la caratteristica forma del tortellino, prima piegandoli a metà e poi unendo i lembi opposti.

Lasciateli asciugare all’aria e cuoceteli poi nel brodo bollente per un paio di minuti. A fine cottura conditeli con burro fuso e foglioline di salvia.

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