Shusha (in azero Şuşa) si trova nella regione collinare del Nagorno-Karabakh, in Azerbaijan.
Considerata la capitale culturale del Paese, la città rappresenta il fulcro spirituale dell’identità azera grazie al suo immenso patrimonio letterario, architettonico e musicale.
Venne fondata nel 1752 da Panah Ali Khan, sovrano del Khanato del Karabakh, originariamente con il nome di Panahabad. Sorge su un altopiano protetto da ripide pareti rocciose su tre lati, una conformazione che la rendeva una roccaforte quasi inespugnabile.
Storicamente abitata da comunità azere e armene, è stata al centro di aspre contese.
Sotto il controllo armeno (Repubblica dell’Artsakh) dal 1992, l’Azerbaijan ne ha riassunto il pieno controllo nel novembre del 2020 dopo una decisiva battaglia.
La città è stata per decenni al centro del conflitto tra Armenia e Azerbaijan per il controllo della regione del Nagorno-Karabakh. L’evoluzione storica e gli eventi principali legati a Susa includono una Prima Guerra nel 1992 e la Seconda Guerra nel 2020.
Nel 2020 l’esercito dell’Azerbaijan ha ripreso il controllo di Susa dopo combattimenti all’inizio di novembre 2020. Dopo la conclusione dell’autoproclamata repubblica dell’Artsakh nel settembre 2023, si è verificato l’esodo di massa della popolazione armena verso l’Armenia e oggi la città è quasi esclusivamente abitata da azeri.
La città è stata fortemente restaurata e i principali monumenti storici sono la Fortezza, la Moschea Superiore di Govhar Agha e il Mausoleo di Vagif.
La Fortezza di Şuşa venne costruita nel 1751 con l’obiettivo strategico di difendere il territorio dalle invasioni esterne sfruttando l’altopiano montuoso circostante.
Originariamente la fortezza possedeva tre porte principali, due di queste sono sopravvissute e visibili ancora oggi.
Il Mausoleo di Vagif è dedicato a Molla Panah Vagif, poeta, astrologo e visir (ministro degli esteri) del Khanato del Karabakh del XVIII secolo.
Costruito nel 1982 il monumento unisce lo stile moderno a elementi tradizionali dei mausolei a torre azerbaigiani. Costruito in cemento e rivestito di marmo bianco ha una pianta quadrangolare ed è alto 18 metri. Ospitava originariamente un sarcofago di marmo nero sulla tomba del poeta, un suo busto e pareti decorate con i suoi versi.
A seguito del conflitto la struttura e le sue esposizioni interne sono andate quasi completamente distrutte, lasciando in piedi solo lo scheletro dell’edificio.
Dopo il ritorno di Shusha sotto il controllo dell’Azerbaijan, il mausoleo è stato ricostruito e restaurato riaprendolo al pubblico nell’agosto del 2021.
La Moschea Superiore di Govhar Agha (Yukhari Govhar Agha) è il vero e proprio simbolo religioso e architettonico della città.
Costruita originariamente in pietra tra il 1768 e il 1769, si distingue per i suoi due iconici minareti gemelli decorati con piastrelle geometriche colorate in mattoni, blu e rosso.
Danneggiata gravemente durante il conflitto del Karabakh, è stata interamente restaurata e riaperta nel maggio 2023.





















