Il Cairo

Il Cairo è la capitale della Repubblica Araba d’Egitto. La città ma si divide in due zone: ad oriente la parte più anticaad occidente una città tutta nuova fatta di edifici modernissimi.

Le principali cose da vedere oltre alla zona di Giza sono: il quartiere Islamico, la Moschea di Muhammad Ali e il Museo Egizio.

L’Islamic Cairo consiste nell’antico centro cittadino di epoca medievale, e le sue radici possono essere fatte risalire al VI secolo, quando l’Egitto venne conquistato dagli Arabi. Le sue antiche vie sono costellate di edifici storici e monumenti di grande interesse, e grandi moschee s’alternano a bellissime fontane in marmo, a testimonianza della grande importanza culturale della città.

La Moschea di Muhammad Ali venne edificata dove un tempo sorgeva l’antico palazzo reale dei Mamelucchi, ed i lavori per la sua costruzione cominciarono nel 1830 fino al 1848. A causa della precarietà e dell’imperizia che caratterizzarono il suo innalzamento, già nel 1899 iniziò a manifestare i primi segni di cedimento strutturale, cosicché si rese necessaria un’opera di consolidamento solamente in maniera parziale.

Il Museo Egizio del Il Cairo è il più grande museo al mondo relativo all’antica civiltà egizia, potendo vantare la più imponente collezione di reperti archeologici. Sono circa 136.000 le opere esposte all’interno ed altre centinaia di migliaia di reperti sono custoditi all’interno dei suoi enormi magazzini. La struttura destinata ad ospitare la collezione del Museo Egizio venne realizzata nel 1835, e vi vennero esposte le collezioni di Auguste Mariette. La struttura si dimostro però troppo piccola per contenere la sempre crescente quantità di reperti che vi affluiva, ed un’inondazione causata dallo straripamento del Nilo nel 1878 portò allo spostamento all’interno del Palazzo di Isma’il Pascià.  Tuttavia questa sistemazione fu solo temporanea, poiché anche questo palazzo non si rivelò sufficientemente capiente da assolvere al compito affidatogli. L’inaugurazione della nuova sede del Museo Egizio avvenne nel 1902. 

Nel corso delle sommosse del 2011 il museo venne saccheggiato dalla popolazione in rivolta, e nel corso dei tragici eventi che seguirono, molte collezioni andarono momentaneamente disperse; gran parte di esse vennero comunque ritrovate e restituite al museo, grazie al lavoro delle autorità egizie e delle organizzazioni internazionali.

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