Soave, il Castello e i vigneti

I primi insediamenti furono di epoca romana lungo la strada Postumia.

Il borgo antico fu però fondato in epoca longobarda da una tribù di Svevi dai quali deriverebbe, fin dall’anno 568, il nome “Suaves”, “Suevi” divenuto poi “Soavi” e finalmente Soave.

Il Castello Scaligero di Soave è un tipico manufatto militare del Medioevo e rappresenta uno dei migliori esempi di struttura fortificata del Veneto.

La struttura si eleva con un’alta torre centrale (“mastio”), attorno alla quale si sviluppano gradualmente i giri delle mura che separano quattro cortili. Le mura, quindi, scendono a proteggere tutto il borgo medioevale.

Le origini di questa monumentale opera fortificata risalgono probabilmente agli inizi del X secolo, all’epoca delle invasioni degli Ungheri, per l’iniziativa di Berengario I Re d’Italia.

Nel 1271 si ebbe la conquista da parte di Mastino I della Scala, Signore di Verona.
Il 19 aprile 1338 Rolando de’Rossi da Parma, generale delle truppe fiorentine alleate dei Veneziani, riuscì nell’impresa di impossessarsi per breve tempo della Rocca.
Il Castello, per la posizione strategica, crebbe d’importanza sotto la dominazione degli Scaligeri: Cansignorio nel 1369 lo restaurò e nel 1375 lo rafforzò con la costruzione della grande cinta muraria che lo circonda.

Con la caduta della Signoria Scaligera nel 1387, il Castello di Soave passò in possesso di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano.

Nel 1404 ai Visconti successero nel dominio del castello i signori di Padova, fino a quando nel 1405 furono sconfitti dalla Repubblica di Venezia.

Nell’anno 1696 il Castello, con i terreni annessi, passò in proprietà al Nobile Francesco Gritti, la cui famiglia lo aveva in affitto da molti anni. Da quel momento il Castello di Soave divenne una struttura di dominio privato.

La zona del Soave è il più grande vigneto d’Europa per estensione, con i suoi 6.600 ettari collocati nell’arco collinare nella parte orientale della Provincia di Verona ed è stata la prima DOC riconosciuta in Italia nel 1936 e, negli ultimi anni ha ottenuto ben due denominazioni di origine controllata e garantita, il massimo delle certificazioni di qualità sotto il profilo enologico: il Recioto di Soave D.O.C.G. e il Soave Superiore D.O.C.G.

La zona di produzione più antica, che si trova sui rilievi collinari dei comuni di Monteforte d’Alpone e Soave, fu delimitata fin dal 1931 e coincide con quella del Soave metodo classico.

Il Soave è un vino bianco assai versatile negli abbinamenti dagli antipasti, ai primi piatti, ai piatti a base di pesce o carni bianche. Le versioni più semplici e leggere sono ottime sia come aperitivo che per accompagnare antipasti leggeri o primi piatti a base di pesce o verdure.

Le versioni più strutturate come il Soave Superiore DOCG, si sposano anche con carni bianche o pesci in preparazioni più speziate.

Il metodo riserva invece si abbina al meglio con le carni bianche al forno ma anche con formaggi di media stagionatura.

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