Monastero di Kykkos

Monastero di Kykkos

Il monastero di Kykkos è uno dei siti religiosi più importanti di Cipro ed è dedicato all’Arcangelo Michele.

Costruito verso la fine dell’XI secolo, si trova nella parte occidentale della catena montuosa di Troodos a circa 1200 metri di altezza. 

Nella Basilica di Kykkos si trova l’icona della Vergine che secondo la tradizione venne dipinta dall’Apostolo Luca. 

La nascita del monastero è legata a un racconto popolare che coinvolge l’eremita Isaia e il governatore bizantino Manuel Voutomitis.

Il governatore si perse a caccia e maltrattò l’eremita il quale non gli indicava la via. Tornato a Nicosia, Voutomitis si ammalò gravemente di una paralisi incurabile.

Per guarire, dovette scusarsi con Isaia e promettergli di portare a Cipro l’icona della Madonna che si trovava a Costantinopoli. L’Imperatore ottomano Alessio I, colpito dalla guarigione della propria figlia grazie alle preghiere di Isaia, acconsentì al trasferimento dell’icona e finanziò la costruzione del complesso. 

Sempre secondo una tradizione, durante il viaggio di trasporto da Costantinopoli al passaggio dell’icona gli alberi dei monti di Troodos inchinarono con devozione i propri rami.

L’attuale aspetto del monastero non è quello originale, poiché la struttura è stata devastata da numerosi incendi nel corso dei secoli come nl 1365 e nel 1541. Dopo l’ennesimo rogo, si decise di ricostruire tutto interamente in pietra anziché in legno.

La maggior parte delle strutture visibili oggi risale al XIX secolo, con ampie ristrutturazioni completate intorno al 1831.

L’icona della Vergine custodita a Kykkos, nota come Panagia Eleousa (la Vergine della Misericordia), è una delle tre opere attribuite direttamente a San Luca Apostolo. Secondo la tradizione, l’evangelista la dipinse mentre Maria era ancora in vita, ricevendone la benedizione.

La caratteristica più celebre di questa immagine è che nessuno può vederla.

L’icona è racchiusa in una teca d’argento e seta, a sua volta inserita in una complessa cornice d’oro. La tradizione impone che l’immagine rimanga coperta. Si dice che chiunque osi guardare il volto della Vergine senza veli rischi di essere colpito dalla cecità o da sventure divine.

Solo in periodi di estrema siccità, i monaci portano l’icona sulla cima della collina di Throni per invocare la pioggia, ma anche in quel caso viene tenuta rivolta verso il cielo, mai verso le persone.

Sebbene sia velata, si conoscono i dettagli della composizione grazie alle repliche antiche. La Vergine è raffigurata seduta su un trono, con un’espressione dolce e protettiva, mentre sul braccio destro tiene Gesù

L’icona viene chiamata Kykkotissa e si distingue per la posa del Gesù Bambino, che sembra quasi giocare leggermente tra le braccia di Maria.

Poco distante dal monastero si trova la tomba di Makarios III, primo presidente di Cipro che fu monaco proprio a Kykkos (articolo dedicato).

All’interno della Basilica è assolutamente vietato effettuare video e foto.

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