Palazzo e Giardino Giusti – Verona

Palazzo e Giardino Giusti – Verona

Il Giardino Giusti si trova nel centro di Verona, nel quartiere storico di Veronetta. È uno dei massimi esempi di giardino all’italiana del tardo Rinascimento presenti in Europa.

Alla fine del 1300 la Famiglia Giusti si trasferì a Verona dalla Toscana per sviluppare l’industria della tintura della lana.

Nel 1405 Provolo Giusti acquistò un’area vicina le antiche mura di Verona, nei pressi dell’antica via Postumia principale collegamento est-ovest del nord Italia. Per quasi due secoli gli spazi dei giardini vennero utilizzati a scopo industriale con i calderoni in cui la lana veniva trattata. 

È con il diffondersi in Europa del Grand Tour, nel XVIII secolo, che il Giardino Giusti è diventato una tappa obbligata di tutti i grandi viaggiatori di passaggio per Verona come: Goethe, Cosimo III, Mozart, Ruskin, l’Imperatore Giuseppe II, il Re Carlo Felice di Sardegna e lo Zar Alessandro di Russia.

Il Giardino è mantenuto all’antico splendore, con la semplicità dei giardini del tempo passato che privilegiavano l’architettura, la mitologia e i legami con il mondo classico con pochi fiori e pochi alberi esotici. 

È ancora presente l’atmosfera dei giardini del Cinquecento con elementi di moda come vasi con agrumi, grotte, reperti romani, cedraie, statue e fontane. 

Situato all’ingresso si trovava il cipresso di Goethe, denominato così perché citato dal poeta nel suo “Viaggio in Italia” del 1817. Nel 2020 durante un violento nubifragio abbattutasi su Verona, l’antico cipresso venne sradicato insieme a molti altri alberi secolari.

Il viale dei cipressi si inerpica fino ad una grotta di stalattiti, sovrastata da un “mascherone” costruito per poter emettere dalla bocca lingue di fuoco. Dal belvedere si trova uno dei più bei panorami di Verona.

Il Giardino fa tuttora da sfondo al Palazzo Giusti.

L’edificio venne trasformato in palazzo di rappresentanza nel corso del Cinquecento per opera di Agostino Giusti, Cavaliere della Repubblica Veneta e Gentiluomo del Granduca di Toscana.

La facciata del palazzo presenta un grande portone d’ingresso con lo stemma della famiglia Giusti, affiancato da due finestre in tufo prive di cornici. 

Il piano nobile del palazzo è suddiviso in due grandi appartamenti e un salone centrale.

Nella sala del camino sono esposti quattro busti, due in marmo (allegoria della virtù femminile e un senatore veneto) e due in gesso di significato allegorico (Diana e Apollo). 

Il salotto dei cavalli è dedicato al tema dei cavalli con mobili a forma di ferro di cavallo.

La sala dell’aurora è riccamente decorata ed affrescata dominata dal colore oro e dai numerosi specchi, la stanza viene chiamata così per l’affresco sul soffitto del 1766.

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