Murales e Peace Line – Belfast

Murales e Peace Line – Belfast

Tra il 1969 e il 1998 la capitale dell’Irlanda del Nord ha attraversato un periodo di estrema tensione e le divisioni sono ancora evidenti a Belfast.

I murales di Belfast (ma sono presenti anche in molte altre città nordirlandesi) sono nati nella prima metà del 1900 sotto forma di protesta collettiva per commemorare eventi storici e opinioni politiche.

Il Gaeltacht Quarter, nella West Belfast, è la zona dove si trova la maggiore concentrazione di murales. 

Si dividono in due grandi categorie, che appartengono alle due anime della città, il fronte repubblicano e il versante lealista. 

I murales repubblicani raffigurano temi politici, eventi storici e questioni di attualità ma dopo l’Accordo del Venerdì Santo del 1998 le tematiche descritte sono focalizzate solo alla politica interna. I più famosi raffigurano la fenice che risorge, simbolo dell’Irlanda rinata dalle ceneri dell’insurrezione di Pasqua e il volto di Bobby Sands, attivista politico morto in seguito allo sciopero della fame.

A differenza dello stile repubblicano, quello lealista si è da sempre distinto per tratti provocatori e il profondo senso di fedeltà alla corona britannica.

I principali soggetti dei murales lealisti sono elementi militari, immagini di re Guglielmo III, la mano rossa dell’Ulster, pugni chiusi e riferimenti a battaglie della Prima Guerra Mondiale.

Negli anni di maggiore tensione politica, questo quartiere era un vero e proprio campo di battaglia.  Diviso da diversi orientamenti religiosi già in epoca vittoriana, nel 1970 durante il periodo dei Troubles venne costruita la Peace Line per separare la parte lealista e protestante del quartiere intorno a Shankhill, da quella repubblicana e cattolica di Falls Road.

La Peace Line presenta muri alti oltre 8 metri sormontati da reti e divide ancora oggi la zona protestante da quella repubblicana. Per attraversarla ci sono oltre 100 cancelli che, a quel tempo, venivano chiusi a chiave ogni sera dalla polizia. Molte finestre presentano ancora le grate per proteggersi dal lancio di oggetti provenienti dall’altra parte del muro.

Nonostante gli accordi di pace firmati nel 1998, il loro smantellamento non è ancora avvenuto ed è uno degli ultimi muri di confine presenti in Europa.

Il conflitto nordirlandese viene inteso come una disputa tra protestanti e cattolici, ma in realtà era incentrato su una questione politica. Tutto era legato alla decisone se l’Irlanda del Nord doveva ancora far parte del Regno Unito o unirsi alla Repubblica d’Irlanda.

Molto sentiti nel periodo caldo della politica irlandese e utilizzati come strumento di dissenso, oggi i murales sono diventati un’attrazione turistica, sicuramente parte integrante della storia di Belfast ma anche ricordo scomodo del suo passato.

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