Kordun e Banija sono due regioni nella Croazia centrale che si estendono ai piedi della catena montuosa Petrova Gora.
Questo monumento è dedicato alla morte dei contadini di etnia serba che morirono combattendo contro le milizie Ustascia durante il 1941 e il 1942.
Gli Ustascia furono un movimento nazionalista croato che aspirava alla creazione di una Croazia etnicamente pura da elementi non-croati.
A partire dall’estate del 1941, le popolazioni di etnia serba cominciarono ad essere allontanati con la forza.
Il 19 luglio 1941, circa 15.000 persone di etnia serba, provenienti dalla regione circostante vennero sulla montagna di Petrova Gora sotto la protezione di una roccaforte partigiana serba.
Il 19 marzo 1942, in risposta ad una rivolta contadina, la milizia croata iniziò l’Operazione Petrova Gora, un’offensiva destinata a liberare la regione da tutta la popolazione di etnia serba e da tutti i combattenti ribelli partigiani.
Nel corso della rappresaglia, oltre 27.000 persone di etnia serba della zona furono uccise (circa il 30% della popolazione).
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la creazione della Jugoslavia, l’idea di creare un grande memoriale su Mali Petrovac, la vetta più alta della catena montuosa di Petrova Gora, ebbe la sua genesi.
Il 6 maggio 1946 Ivan Ribar, capo dell’Assemblea Nazionale Jugoslava, pose la prima pietra simbolica.
Tuttavia questo progetto venne subito sospeso visto il deficit di fondi e la mancanza di piani architettonici.
Nel 1971 vennero selezionate numerose proposte ma i lavori di costruzione del monumento iniziarono seriamente nel settembre del 1980.
Il 4 luglio del 1982 venne inaugurato alla presenza di numerose autorità jugoslave ma, l’interno della struttura era ben lontano dall’essere completamente completato.
Negli anni 80, dopo morte di Tito e a causa delle numerose turbolenze politiche, l’edificio non raggiunse mai uno stato finito prima del suo abbandono.
L’edificio, al suo momento di semi-completezza, consisteva in una struttura in calcestruzzo alta 37 metri rivestita di pannelli di acciaio inossidabile, un materiale costoso importato dalla Svezia.
All’interno della struttura, era originariamente destinata ad essere una sala congressi, una biblioteca, una sala di lettura, una caffetteria e un museo che ospitava centinaia di documenti, cimeli e manufatti relativi alla battaglia e alla storia delle lotte etnico-serbe nella regione.
Con l’inizio delle guerre jugoslave negli anni ’90, il monumento di Petrova Gora cadde in rovina e fu preso di mira e attaccato da vandali.
Nei decenni successivi venne completamente deturpato e saccheggiato.
Ciò che rimane ora è un guscio cavo di una struttura, sorretto da un massiccio scheletro di cemento.
La maggior parte dei pannelli in acciaio inossidabile sono stati rimossi o rubati, mentre pezzi di isolamento caduti sono sparsi per l’intero monumento.
Negli ultimi anni torri radio e altre strutture di comunicazione sono state posizionate alla sommità, sfruttando la posizione strategica del sito in cima al monte.
La parte anteriore dell’edificio è recintata ma tuttavia sono stati praticati dei fori nelle recinzioni per consentire l’ingresso alla struttura.


















