Museo Archeologico Regionale Salinas – Palermo 

Museo Archeologico Regionale Salinas – Palermo 

Il Museo archeologico regionale Salinas di Palermo è la più importante e antica istituzione museale della Sicilia. 

Intitolato all’archeologo e numismatico Antonino Salinas, il museo racconta la storia della Sicilia occidentale dalla Preistoria al Medioevo.

Si trova nel complesso architettonico della congregazione dei Padri Filippini all’Olivella, risalente al XVII secolo. 

Formatosi nel 1814 come Museo dell’Università, divenne Museo nazionale nel 1860. 

Nel 1949, finita la Seconda Guerra Mondiale, la struttura che era stata fortemente danneggiata venne restaurata con un diverso riallestimento museale.
In quegli stessi anni, il Museo si arricchì di reperti archeologici grazie agli scavi effettuati in tutta la Sicilia.

Nel 1977 il Museo nazionale di Palermo divenne Regionale e gestito dal Dipartimento regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana. Dal 2009 al 2018 il Museo rimase chiuso per restauro e riammodernamento della struttura.

Il museo include anche importanti testimonianze della civiltà fenicia e punica, con gioielli, ceramiche e monete che raccontano la storia delle diverse culture che hanno influenzato la Sicilia. 

Il percorso espositivo si sviluppa intorno a due splendidi chiostri.

Nel Chiostro Maggiore, si trovano i reperti provenienti dagli scavi e dalle acquisizioni avvenute tra la metà del Settecento e l’Ottocento.
Si trovano anche i reperti archeologici del periodo punico-romano ritrovati nella vicina Solunto. 

Lungo il portico settentrionale, nell’ala sinistra, sono esposti il torso dello Stagnone di Marsala, i sarcofagi fenici della Cannita e la statua colossale di Zeusda Solunto. Posizionate nelle grandi nicchie delle celle della stessa corsia si trovano le gigantesche sculture di Solunto e Tindari.

Una intera sezione è dedicata all’esposizione delle oreficeriedalla necropoli di Tindari. 

È presente anche una collezione del console inglese Robert Fagan che comprende un frammento del fregio orientale del Partenone e vasi figurati dalla necropoli di Agrigento.

Con la riapertura del 2018, venne inaugurato un nuovo spazio espositivo intorno al terzo cortile del convento, denominato “Agorà”. La corte, coperta in vetro e acciaio, oggi è uno spazio polifunzionale usato per convegni, esposizioni temporanee e concerti. Attualmente si trovano esposte le 17 gronde leonine del tempio della Vittoria di Himera e la grande maschera della Gorgone del tempio C di Selinunte.

Di notevole interesse rimane la grande sala, che fu refettorio dei Padri Filippini. Qui si trovano esposte le famose metope dei templi di Selinunte, uno dei più importanti complessi dell’arte greca d’Occidente insieme al tempio denominato “C”della stessa area. Il complesso scultorio raffigura a sinistra: la quadriga con Apollo, Artemide e Latona, al centro: Perseo che uccide la medusa, e a destra: Eracle e i Cercopi.

Di grande interesse i materiali votivi provenienti dal Santuario di Demetra Malophorose e della stele dedicato a Zeus Meilichios.

Uno dei pezzi più importanti della collezione è la Pietra di Palermo, importante testimonianza della civiltà egizia. 

La Stele di Palermo o Pietra di Palermo, è un frammento di una stele in diorite nera. È un’importante fonte storica che elenca i sovrani delle prime cinque dinastie egizie, insieme a eventi significativi e misurazioni del Nilo.

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