Ossario di Solferino

Ossario di Solferino

La battaglia di Solferino del 24 giugno 1859, fu la più sanguinosa delle guerre d’indipendenza italiana e napoleoniche con oltre 10.000 i morti sul campo, 20.000 i feriti e 11.400 soldati furono dichiarati dispersi. 

Dopo la battaglia, furono scavate delle fosse comuni, in cui i corpi dei caduti vennero seppelliti in fretta.

Si voleva evitare che la decomposizione dei cadaveri, accelerata dal caldo estivo, potesse provocare seri problemi alla sanità pubblica. Queste sepolture però non erano decorose né regolari. 

I resti di oltre 10.000 soldati vennero riesumati e posizionati in due chiese preesistenti, una a Solferino e l’altra a San Martino della Battaglia, trasformate in ossari. 

L’Ossario di Solferino è ospitato all’interno della chiesa di San Pietro in Vincoli.

Ci si arriva percorrendo un viale di cipressi ai bordi del quale si estende un ampio parco. Sulla facciata della chiesa si possono osservare due mosaici: uno raffigurante San Pietro e l’altro il Redentore.

Lo spazio absidale dietro al semplice altare, quelli della cripta sottostante e delle due cappelle laterali, sono completamente rivestiti da migliaia di ossa appartenenti a circa 7000 soldati sabaudi, francesi e austriaci, affiancati ora gli uni agli altri senza distinzioni di nazionalità o di grado. 

Come si può leggere in una delle epigrafi: “Nemici in battaglia, nel silenzio del sepolcro affratellati riposano”

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